Rosso Malpelo

(regia di Pasquale Scimeca - Italia 2007 - durata 90')

di Sonia Scorziello

Rosso Malpelo

"Questa novella stata scritta da Giovanni Verga pi di cento anni fa. Solo per caso si svolge in Sicilia. Per caso in una miniera. Quello di cui si narra potrebbe essere successo oggi, ovunque nel mondo ci sono bambini soli, sfruttati e maltrattati".

L'epigrafe d il via alle sequenze del nuovo film di Pasquale Scimeca che racconta, come nel racconto verista, "di un tempo indefinito della storia, in un luogo imprecisato del pianeta terra, viveva e vive un ragazzo rosso di faccia e di capelli, tanto che tutti lo chiamano Rosso Malpelo..."

Una scena intimista apre l'opera: padre e figlio, in sella ad un asino, si interrogano sulla materia delle stelle cercando una vicinanza con un'altra giustizia, non terrena, che vede uguaglianza nelle anime dei morti ( Figlio:"Di che sono fatte le stelle? " Padre:"Sono le anime sante del Purgatorio"). Tutt'intorno un paesaggio aspro, solitario, duro; una terra che non offre niente se non pene e fatiche, eppure ne traspira una forza sanguigna e primigenia. Il contatto con la natura ricercato dal protagonista, ogni volta nei momenti critici della storia, viene proibito: impossibile ricongiungersi col suo vero volto (le stelle in cielo) tutto negato dalla miniera. Metalliche e liriche sono le vedute della terra siciliana legate da una "sinfonia sonora" (realizzata da Miriam Meghnagi) di forte impatto emotivo, capace di accompagnare il film e di raccontarlo, attraverso suoni, lingue e generi musicali diversi, che ci restituiscono la trama di un mondo lontano e vicino.

Malpelo interpretato dal giovane Antonio Ciurca, adolescente dalle fattezze dure, molto adatte al ruolo di un ragazzo sbattuto dolorosamente dalla vita. L'attore incisivo: nella spontaneit dei gesti, nello sguardo provocatorio traspare sempre la consapevolezza di chi ha coscienza della legge che regola tutta la realt, quella sociale, come quella naturale: la lotta per la vita, in cui prevale il pi forte, e il pi debole rimane schiacciato. Rosso nella disperata rassegnazione si erge ad "eroe protettore" dei pi deboli, degli ultimi, dei bambini sfruttati.

Ed questo il messaggio di Scimeca: lo sfruttamento del lavoro minorile, che ancora oggi riguarda nel mondo milioni di bambini. Malpelo diventa un modello, un paradigma quasi mitico di tutte le frustrazioni, le distanze, i silenzi e i sogni misteriosi delle tante infanzie difficili e solitarie. Un inno all'infanzia negata, "cantato" attraverso la musicalit della narrazione scenica in maniera fortemente simbolica e corposamente realistica, l'umanit e la dolcezza, il mistero e la durezza della vita infantile cos difficilmente esplorabile dallo sguardo adulto.

Il film provoca forti emozioni nello spettatore, che si trova ad osservare le scene di un'opera non neorealista, come La terra trema di Visconti (tratto da I Malavoglia di Verga), ma un'astrazione di una condizione umiliante, che ancora oggi persiste in alcune parti del mondo, in un insopportabile contrasto con il resto del nostro mondo. Tuttavia la metodologia delle riprese, la fotografia, le sequenze trasmettono la medesima poetica: "Un regista non pu nascondere il suo punto di vista: la macchina da presa guarda dove guarda il regista," dice Scimeca. E aggiunge: "Quello a cui io punto un film che si liberi degli orpelli e degli abbellimenti che dominano nel cinema contemporaneo. E' questo il grande insegnamento del cinema neorealista: non c' bisogno di muovere la macchina a zig zag solo per mostrare che il regista bravo, ci che serve quello che racconti. Ho voluto comunque attori veri mischiati a non professionisti come sempre anche perch io sono un vero verghiano e volevo recuperare proprio la lingua di Verga. Da un certo punto di vista ho cercato di rileggere il verismo, da Verga a Capuano a De Roberto al realismo magico: la mia fedelt non la testo verghiano da cui prendo la novella ma allo spirito, in questo film che vuole essere di rottura di fronte ad una cinematografia omogeneizzata, massificata che produce solo film sono uguali".

E cos nel film: la macchina da presa sembra esser lasciata sola con l'attore a "documentare" la non vita e gli abusi sessuali, tacitamente dichiarati nelle sequenze, subiti dai bambini.

Con lo stesso spirito pensata la scenografia: l'opera quasi interamente girata nella cava (in provincia di Enna, proprio nei luoghi dove c'era il pi grande bacino europeo per l'estrazione dello zolfo ed oggi c' il Parco Minerario di Floristella-Grottacalda), luogo preciso e ben delimitato, fuori invece un territorio decontestualizzato e contraddittorio. Cos i costumi: i personaggi vestono i jeans ma non vi traccia di televisioni, pali della luce si innalzano dalla terra verso il cielo su antichi abbeveratoi di pietra, ma nelle case si intravedono solo lumi di candela.

Forte il richiamo "brecthiano": l'assurdo, tra farsa e grottesco, il "collante" tra le lacrime e il sorriso dei poveracci intenti a sottrarsi vicendevolmente ipotetici oggetti di prima necessit (una gallina e una chitarra). Il punto di vista privilegiato ora dello spettatore Malpelo, che per un attimo libera la sua miseria in un sorriso beffardo, in attesa che qualcosa accada. Ma tutto immutabile, nulla cambia, neanche il filo conduttore che lega la poetica di Scimeca: la testimonianza del passato attualizzata al presente.

Cos in La passione di Giosu l'ebreo: il viaggio nel tempo rende odierne le problematiche storico/sociali, attraverso un racconto accompagnato da un messaggio di estrema tolleranza. In Placido Rizzotto ritroviamo il valore della testimonianza, che rievoca com'era l'Italia di quegli anni, ma attuale anche oggi, come la politica conservatrice abbia usato la mafia ai propri fini.

Lo stesso capita in Rosso Malpelo: una richiesta d'aiuto rivolta allo spettatore per i bambini che raccolgono la canna da zucchero in Brasile, per quelli che intrecciano i tappeti in India, per quelli che estraggono stagno e argento in Bolivia...

Al film legato il progetto "Cento scuole adottano mille bambini", elaborato dall'organizzazione "Movimento laici America Latina", cui partecipano anche la Cgil, l'Associazione Libera, l'Arci e l'Agis Scuola. La pellicola sar proiettata in cento istituti scolastici italiani: il ricavato dei biglietti andr a costituire un fondo presso la Banca Etica che servir ad adottare i ragazzini di due comuni boliviani, Atocha e Cotagaita, nella regione mineraria del Potos, dove ancora molti minori lavorano nelle gallerie. L'obiettivo di arrivare almeno a 500.000 euro, una cifra sufficiente a garantire per tre anni a 1.000 bambini un pasto completo al giorno, la scolarizzazione e l'acquisto di materiale didattico, oltre a progetti specifici per la depurazione delle acque, l'assistenza sanitaria e l'imprenditoria femminile. Alla realizzazione di questo obiettivo Scimeca aggiunger sia gli incassi derivanti dalle sale cinematografiche, sia quelli dei diritti televisivi.