The Millionaire
(regia di Danny Boyle – Gran Bretagna, USA 2008 – durata 120’)
di Sonia Scorziello
Una storia orientale che parla la lingua occidentale: Chi vuol esser milionario? Ecco lo show televisivo più conosciuto a fare da cornice al quadro cinematografico, a tinte “courbetiane”, dai toni fiabeschi. Una galleria di immagini, dai colori vivaci e dal taglio inclemente, rievocate dal vissuto di Jamal, giovane proveniente dagli slum di Mumbai (Bombay), creduto impostore per aver risposto a tutte le domande del quiz. Uno straccione delle baraccopoli non può conoscere tutte le soluzioni del gioco – grida l’ispettore al ragazzo - , là dove professori, ingegneri, uomini di cultura non sono mai arrivati. Allora tanta conoscenza può venire solo dall’esperienza di vita, dalla strada. Così si rincorrono le immagini, i ricordi di Jamal da bambino ad adolescente, dalla povertà alla religione fino alla mafia locale. Ogni risposta esatta un ricordo del suo passato, ferite ancora aperte ma pronte per essere riscattate. La storia è solo un pretesto: una favola d’amore pronta a far commuovere anche i meno romantici, ma non è questo il fulcro del film. Tutto è giocato sull’incastro, i flashback diventano pretesti per la descrizione di Bombay. Le strade, i vicoli sporchi da sentirne l’odore, le donne bellissime, attente ai lavori quotidiani, i bambini, se non spensierati, liberi come il vento corrono tra le macchine e la folla dei quartieri più poveri.
Non c’è dubbio sul fascino particolare di alcune sequenze che il regista Danny Boyle ha sviluppato in modo magistrale rinfrescandone il ricordo nelle parole “Mumbai è un coacervo di contraddizioni. La miseria convive con la ricchezza. Gli slum (le baraccopoli) sono vicinissimi ai grattacieli abitati dalle persone benestanti, ma a tutti va bene così. Se vuoi capire l’India, non devi cercare di risolvere i suoi contrasti, devi abbracciarli. Girare negli slum non è stato facile. Era sconsigliabile, viste le dimensioni limitate delle baracche, introdurre pesanti macchine da presa, di fronte alle quali gli attori non professionisti avrebbero cominciato probabilmente a recitare in modo affettato, innaturale. Così, si è preferito ricorrere a piccole telecamere digitali. Ovviamente non potevamo programmare nulla. Dovevamo solo aspettare e fidarci, perché alla fine Mumbai ci ricompensava sempre, regalandoci qualcosa di inaspettato e sorprendente”.
Rispetto della tradizione indiana anche per il genere cinematografico scelto dal regista, sapientemente miscelato alla realtà mediatica e cosmopolita.
“Il melodramma” – ha detto – “è il genere per eccellenza dei film indiani, ho voluto rispettare la tradizione e ho fatto in modo che Jamal partecipasse a Chi vuol esser milionario? per amore di una donna. Ho pensato che così sarei stato abbastanza romantico e melodrammatico, ma la gente del posto mi ha detto che in realtà avrei potuto calcare la mano molto di più”. In The Millionaire, il presentatore del quiz televisivo è interpretato da una vera leggenda di Bollywood, Anil Kapoor. Boyle ha raccontato che ogni giorno centinaia di persone andavano sul set solo per ammirarlo e chiedergli l’autografo. Quando, a metà riprese, si è ammalato, qualcuno pregava di soffrire o morire al suo posto, affinché continuasse a lavorare. Nel film lo vediamo anche da giovane, mentre il piccolo Jamal gli corre incontro nei pressi di una latrina. “E’ la scena più bella e potente del film” – ci ha spiegato il regista – “perché esprime l’essenza dell’India. La sporcizia e la povertà che incontrano la gloria e il benessere”.
The Millionaire parte da un libro, Dodici Domande di Vikas Swarup. I diritti acquistati prima ancora della pubblicazione, hanno spinto Danny Boyle, che prima delle riprese non aveva mai visitato l’India, a far propria la sceneggiatura scritta da Simon Beaufoy. Intuito e mano sapiente anche nella direzione di tutto il cast, ove è doveroso un atto di lode per gli attori, eccezionali in tutte le età. Dev Patel, proveniente dalla serie tv inglese “Skins”, è straordinariamente sincero nel ruolo di Jamal Malik. Così come tutti gli altri, bravissimi in ogni movimento. Attori che già brillano nel firmamento di Bollywood, ma fino ad ora mai visti nel vecchio continente, peccato. Ben ritmato, appassionante, con un’azione serrata e una fotografia da far invidia ai film cult, The Millionaire convince la critica e conquista i botteghini internazionali. Vincitore ai British Independent Film Awards, premiato a Toronto e candidato al Golden Globe 2009, ammicca al premio hollywoodiano, è il caso di dire in piena globalizzazione cinematografica.