Tom Perrotta, L’insegnante di astinenza sessuale

Edizioni e/o, 2008 – euro 18.00 – pp. 416

di Mirko Zilahy De Gyurgyokai

L'insegnante di astinenza sessuale

Alla ricerca del libro per l’estate, che fosse abbastanza imponente e assieme altrettanto leggero, s’è deciso per questa nuova uscita della e/o quale romanzo ideale da portare in vacanza.
Ruth è l’insegnante di educazione sessuale presso il liceo nella provinciale Stonewood Heights, è una comune donna americana, una di quelle quarantenni molto in forma e molto confuse – alla desperate housewives per intenderci – che deve fare quotidianamente i conti col fallimento del proprio matrimonio: due figlie intelligenti e particolarmente critiche, Maggie ed Eliza e una vita mondana e sentimentale perlopiù azzerata, se si eccettuano le uscite con Randall e Gregory, spassosa coppia di amici omosessuali. Ad ogni modo una donna conosciuta e rispettata; sino alla fatidica lezione di educazione sessuale che ne consegna il nome alle cronache cittadine, e la condanna agli occhi di una comunità latentemente bigotta: spinta dalle domande dei propri studenti, a proposito del sesso orale, Ruth risponde con un semplice “c’è a chi piace” venendo immediatamente inghiottita in un vortice di biasimi morali, condanne sommarie e accuse perbeniste che le vengono mosse in primis dalla comunità religiosa del posto. Il Tabernacolo della Verità del Vangelo, chiesa evangelica di moralizzatori, grida allo scandalo e preme col preside del liceo chiedendone il licenziamento e la sostituzione con una insegnante di astinenza sessuale. Nel nutrito gruppo dei seguaci del Tabernacolo del pastore Dennis c’è Tim che allena la squadra di calcio femminile in cui gioca la più grande delle figlie di Ruth, Maggie. E così, in un’importante fine gara di campionato il coach Tim chiama a sé le giocatrici, per ringraziare tutti assieme il Signore per la bella partita disputata: alla vista del girotondo di preghiera organizzato in mezzo al campo di gioco, Ruth perde completamente le staffe e allontana la figlia dal gruppo fra male parole e avvertimenti. Inizia di qui innanzi una narrazione a due binari: uno che procede sulla vita interiore, professionale e familiare di Ruth, l’altro che percorre la linea di quella frammentaria e piena di compromessi di Tim. Due linee esistenziali destinate, nella reciproca incongruenza dei propri principi, ad incrociarsi nelle situazioni e nei destini.
Su codesta trama s’aprono due letture: una in qualche misura sociologica, l’altra prettamente letteraria. Da una parte si palesa la denuncia, dura e serissima, delle mille nuove correnti di bigottismo moralista americano, segno dei fanatismi e della chiusura mentale di una nazione spaventata dalle diversità e al contempo aggrovigliata nelle contraddizioni della propria storia recente. In tale quadro di riferimento naturalmente Tom Perrotta non può non lasciare che Ruth venga condannata: sarà sospesa dall’insegnamento e assegnata alle cure degli psicologi.
Un nugolo di comparse si muove nell’universo della provincia americana bigotta e retrograda, “le forze della vergogna e del divieto”. Di contro all’esistenza e alle difficili decisioni di una quarantenne divorziata e sola e a quella di un ex alcolista e tossico che in Dio ha ritrovato speranza ma non risposte definitive sulle incongruenze fra fede e realtà interiore. Percorsi i luoghi comuni della sciocca moralità religiosa Ruth e Tim troveranno una simile collocazione esistenziale.
Un libro che si svolge sul filo sottile dei grandi temi umani, etici e sociali occidentali: sessualità, aborto, diritti degli omosessuali di fronte alle chiusure di fanatismi di varia matrice. E si schiera apertamente contro la chiusura di un certo pensiero conservatore statunitense – repubblicano - e contro il suo “Dio della guerra e dell’astinenza, della vergogna e dell’ignoranza, il Dio che amava tutti tranne gli omosessuali e che mandava a le brave persone all’inferno se non credevano in Lui, mentre lasciava entrare in paradiso assassini e stupratori di bambini se avevano fede, il Dio che aveva creato la donna come per un ripensamento, e poi l’aveva maledetta con il dolore del parto”.
Ma l’altra lettura fornisce un’angolazione da cui l’autore pare suggerire di osservare la vicenda: quella ironica e causticamente satirica. Il romanzo è infatti innanzitutto divertente, a tratti esilarante e assieme leggero. Spassoso benché, a dispetto dell’argomento in campo, mai volgare, si costruisce sulle divagazioni mentali dei due protagonisti e sui flashback che queste portano alla luce. Le cose miglior sono i passaggi ove Tim ripensa al suo vecchio e sconcertante se stesso, se paragonato col nuovo. Al primo matrimonio Tim “si ubriacò pesantemente, spiaccicò una fetta della torta nuziale sul volto della sposa, insultò il padre di lei e fu infine ricacciato a forza nella limousine dai due testimoni dello sposo, appena un po’ mono ubriachi di lui”.
Numerosi i passi brillanti e divertenti alcune bizzarre associazioni. Il pastore Dennis presenta Carrie, giovane cristiana ligia ed osservante, a Tim, nella speranza di metterlo sulla retta via con un secondo matrimonio, stavolta benedetto dal Signore. Dopo le nozze, intuita una certa freddezza sessuale fra i due, il sacerdote presta a Tim un libro dal titolo “Sesso spinto per cristiani: il modo giusto per rendere piccante il vostro matrimonio”. All’interno, per l’incredulità dei due sposi, diversi suggerimenti e l’elenco delle pratiche concesse indicate con un pollice verso o dritto: “Prostituzione, adulterio, triangoli, orge e rapporti con bestie erano proibiti, ma per tutto il resto c’era un notevole spazio di manovra”. Dai giochi di ruolo “purché la coppia rimanesse sposata anche nello scenario immaginato”, alle foto osé ma senza concederle alla vista di alcuno se non del coniuge, alla biancheria sexy di cui i coniugi Finster – gli autori del manualetto – erano dei veri fanatici ma “ammonivano i lettori a fare attenzione quando compravano la lingerie da cataloghi e siti pagani. La vista di fascinose modelle abbigliate in modo succinto e volutamente provocante tendeva a scatenare peccaminosi sentimenti di lussuria negli uomini oltre a isoirare ingiusti confronti tra le mogli e le donne delle foto”.
Un libro in cui le contraddizioni la fanno da padrone. Quelle della collettività puritana della provincia americana, e quelle interne ai due protagonisti, Ruth e Tim, che le vivono comunque sino in fondo, evitando di tacersele e abbandonandovisi in maniera critica. Un romanzo profondo e assai lieve, sempre vivace.