Giorni e nuvole

(regia di Silvio Soldini - Italia 2007 - durata 116')

di Sonia Scorziello

Giorni e nuvole un film semplice, racconta il quotidiano: la mancanza di comunicazione, la crisi di una coppia smarrita tra le bugie e le apparenze. Una storia vera e credibile, cos come i dialoghi, dove il tema non la perdita del lavoro ma le continue ricadute nella vita di chi conosce un'improvvisa rovina sociale partendo da una condizione abbiente.
Acclamato dal pubblico e dalla critica alla Festa del Cinema di Roma, dove ha partecipato nella sezione "Premiere", il film ha ottenuto una menzione speciale "per l'essenzialit di scrittura e l'emozionante precisione del linguaggio con cui riesce a dare rappresentazione di un paese incerto, smarrito, incapace di progettare il proprio futuro, ma - come nei volti esemplari di Margherita Buy e Antonio Albanese - pronto ad impugnare con dignit la propria debolezza".
La pellicola ha raccolto interesse e consensi anche al di fuori del nostro paese: ai festival di Toronto e Londra dove stato invitato a partecipare ricevendo ampi consensi.
Elsa e Michele, sposati da vent'anni, sono una coppia colta e benestante. Conducono una vita agiata a Genova ed hanno una figlia, Alice, gi indipendente.
Elsa ha smesso di lavorare da lungo tempo per dedicarsi allo studio ed al restauro, il suo sogno una laurea in Storia dell'Arte; Michele, imprenditore, lavora in una societ navale da lui creata in passato con un amico, ma, per restare fedele alle sue idee ed ai suoi principi, viene estromesso dall'azienda e si ritrova da un giorno all'altro senza un'occupazione.
Le nuvole si addensano sulla casa borghese ed i giorni sereni finiscono: costretti a vendere l'appartamento e la barca per un'abitazione modesta in periferia, i due finiscono per cadere nel silenzio, non comunicano pi, si guardano ma non si vedono: il collasso.
Elsa ha la forza di risalire, cerca un lavoro e ne trova due, come operatrice di un call center di pomeriggio, e segretaria di sera. Michele si perde nei suoi pensieri, nei suoi atti mancati, un personaggio sveviano dei nostri tempi che trova il coraggio di parlare solo con il padre, ormai vicino alla pazzia, in monologhi dove il non senso crea l'inganno della comprensione.
La mancanza di comunicazione tocca anche il rapporto generazionale padre-figlia: lei e il suo ragazzo formano una coppia positiva e informale, in cui l'apparenza della vita di tutti i giorni (nella coppia adulta) lascia il posto all'intimit di un rapporto vissuto (nella giovane coppia).
Padre e figlia raggiungono solo alla fine un punto di contatto, rinunciando ambedue a qualcosa di s per lasciare all'altro la libert di esprimersi completamente: Michele cesser di criticare le scelte di Alice, e la ragazza smetter di guardare il padre come un estraneo da combattere, riappropriandosi di tutte le ragioni sentite e abbandonate nell'angolo pi intimo e segreto di se stessa, e recuperando un definitivo chiarimento.
Dopo aver percorso la difficile strada della ricostruzione del proprio "io", e aver toccato il fondo i protagonisti vivono la catarsi e riscoprono la voglia di amarsi ancora.
Significativa la scena finale, che lasciamo allo spettatore per non privarlo della scoperta della sua magia. Diremo per come l'intera sequenza richiami allegoricamente la tranquillit che si armonizza nella semplicit dei gesti delle figure e nella essenzialit delle battute finali, in questo rapporto tra segno e significato si scoprono le ragioni nascoste di ogni gesto e di ogni silenzio.
Il regista Soldini ha confermato in quest'ultima fatica la sua personale poetica caratterizzata da una piena autonomia espressiva, poco attenta alle esigenze di mercato dell'industria cinematografica e capace di legare dialetticamente vicende esistenziali e contesto sociale, attribuendo un particolare risalto alla protagonista femminile; lei, infatti, dopo aver assunto il ruolo di "uomo", a portare la croce della casa.
La Buy totalmente calata nel personaggio trova, attraverso le espressioni e i gesti, corrispondenza nella struttura psicologica di Elsa, mentre Albanese appare spiazzato nei confronti di Michele; l'interpretazione che ci rende a tratti ironicamente amara ricorda essenzialmente come un uomo possa essere tale anche con tutte le sue contraddizioni e debolezze.
Il tema della ricerca di una nuova identit familiare un tema caro a Soldini. Diversi personaggi dei suoi film cercano spesso di stringersi insieme, scelgono di organizzarsi in un nucleo familiare allargato perch solo cos possono risolvere i problemi che la vita ha in serbo per loro, dai pi miseri ai pi dolorosi. In "Agata e la tempesta" Soldini torna su questa tesi e la donna spesso protagonista della scena. Anche qui, un imprevisto, (Agata scopre da una rivelazione che il suo amato fratello, ed anche il suo migliore amico, in realt il figlio illegittimo di una povera contadina) la tempesta del caso incontra e trasforma le vite di tutti i protagonisti, quasi trasportati dalla inquieta e solare Agata. Ancora una donna che rinasce e scopre le dimensioni insospettate dell'esistenza rivivendo la propria vita e i propri affetti.
Cos come in "Pane e tulipani" la protagonista una donna al centro della propria famiglia: Rosalba, moglie-madre-casalinga, probabilmente avrebbe proseguito la propria vita di sempre, se una circostanza improvvisa e, in un primo momento traumatica come il restare abbandonata in un autogrill non le avesse fatto aprire gli occhi.
La donna scopre d'un tratto la possibilit di imprimere alla giornata (e poi alla vita) direzioni impreviste. E' il principio di un viaggio iniziatico, la cui meta la liberazione dalle regole sociali; dunque anche in questo caso una "rinascita" a seguito della scoperta consapevolezza dei quotidiani e tediosi compromessi familiari.
Cambiano le scelte stilistiche e i toni dei racconti, ma resta la profonda sensibilit del regista nel ritrarre i personaggi femminili; tornando ad Elsa di "Giorni e nuvole" vediamo un personaggio complesso, forte, emotivo. Non una donna priva di incertezze, commette degli errori, ma la figura portante nella vicenda di profondo sconforto umano e familiare. in Elsa che vivono ancora il ricordo ed il significato interiore del "viaggio", della possibilit di avere ancora un desiderio, che le permetta di continuare a vivere. Un quotidiano pi asciutto e realistico, certo lontano dalla poesia e dai colori di "Pane e Tulipani" e di "Agata e la tempesta" ma sempre focale lo smarrimento della personalit all'interno della famiglia, l'introspezione psicologica e il dolore individuale.
Nello sfondo, ma sempre protagonista, ancora Genova (come nella prima parte di "Agata e la tempesta"), citt poco usata fino ad oggi come set cinematografico, inusuale ma ricca di tensioni e atmosfere che ben si presta a riprese stimolanti tra i suoi vicoli, i palazzi antichi, le piazze aperte sul mare che fa da specchio ad un cielo costantemente grigio e coperto da nuvole - veicolo per eccellenza del viaggio introspettivo del regista nell'anima dei personaggi.