Giorgio Tacconi - Sottosopra

Cabila Edizioni, 2007 - euro 10 - pp. 245

di Mirko Zilahy De Gyurgyokai

Sottosopra

Proseguiamo il discorso sulle piccolissime realtˆ editoriali con Sottosopra, opera prima del cinquantenne milanese Giorgio Tacconi, uscita per Cabila Edizioni.
Soggetto singolare, semplice la trama, scrittura a tratti efficace guidano questo giallo cupo d'ambientazione urbana - nello specifico la storia prende spunto da un fatto realmente accaduto a Torino - in cui un cimitero di provincia, vero e proprio centro focale della narrazione, messo a soqquadro da riesumazioni quantomeno sconsiderate ad opera del municipio locale, per ragioni se non altro torbide. Fra le siepi tutte uguali e ordinate ai margini delle sobrie stradine di bianchissima ghiaia del sepolcreto, s'aggirano i parenti dei defunti ivi alloggiati, sbigottiti dall'inconsueto spettacolo offerto in quel luogo solitamente di silenzioso dolore: "La ruspa forzava le lastre di marmo, le sollevava e le ribaltava senza tanti complimenti. Gli operai calpestavano il terreno che ricopriva le fosse. Cumuli di lapidi, lastre e terra ostruivano il vialetto laterale". Il malessere dei visitatori va crescendo col passare dei giorni dinnanzi all'enorme confusione che siffatte operazioni comportano: "Dopo che le ruspe avevano scoperchiato le tombe con improvvisi schianti e sgasamenti, sollevando nuvole di polvere, gli operai cominciavano a scavare nel terreno e gli operatori cimiteriali vagavano tra le fosse aperte raccogliendo i resti con pale e rastrelli e infilandoli in sacchi bianchi, che a loro volta erano deposti nelle scatole. I poliziotti municipali cercavano di contenere i tentativi dei parenti di irrompere sul territorio di quella lenta e imbarazzata ricognizione".
La faccenda non manca di aprire una crisi avvertita a pi livelli: coinvolge direttamente i poveri affini che si trovano a tenere testa ad un vero e proprio secondo lutto al momento di reclamare le spoglie dei propri cari agli uffici del Comune, per˜ completamente occupato dalla preparazione della kermesse internazionale EuroExpo; interessa inoltre la curia, per le questioni religiose che le successive cremazioni obbligatorie aprono nelle coscienze dei fedeli; impegna la tv locale e trascina in ballo tutti i reciproci membri degli anzidetti settori, i quali hanno un ruolo attivo nel macabro gioco delle esumazioni civiche e entrano a far parte, pi o meno indirettamente, d'un misterioso delitto avvenuto dieci anni prima e le cui ramificazioni sembrano perdersi senza traccia evidente nell'alta sfera della politica locale.
Un linguaggio "metropolitano", veloce e abituale, con qualche inserzione dotta, concorre ad una facile lettura di questo libricino gagliardo e ben congegnato. La semplicitˆ, in una visione d'insieme a fine lettura, forse per˜ anche il limite dell'opera che non vibra mai di una vera suspense da noir ma si avvale, in modi inconsueti, dell'ambientazione topologica e psicologica che un cimitero naturalmente concede.
E difatti i risultati migliori Tacconi li ottiene pi che a livello della narrazione, comunque fluida e misurata quanto basta, manovrando indirettamente il materiale di base del lutto, posto in scena grazie alla psicologa Ada Schivani, chiamata dal Comune a organizzare, e fornire ai dolenti spaesati dalle esumazioni selvagge, un servizio di ascolto: "Il cimitero un luogo importante per l'elaborazione del lutto ma occorre che sia in ordine, cio che svolga la sua funzione di individuazione della salma. Se sappiamo dov' il defunto, possiamo liberarci pi facilmente della sofferenza per la sua perdita. Non pi a nostro carico, per cos" dire. Ora, al contrario, il problema che le salme non sono pi al loro posto. Questo crea angoscia e dolore..."
Punto di forza su cui, forse, si poteva insistere in direzione pi decisamente noir, appunto la prospettiva psico-antropologica da cui dato osservare il barbaro trattamento riservato alle salme strappate ai sepolcri e ai congiunti afflitti dall'inevitabile smarrimento: "l'esumazione una pratica consolidata, accettata, ma con determinati requisiti in primo luogo la riservatezza. Anche se il cimitero un luogo collettivo, la tomba un luogo individuale, in cui si ricrea la casa, la famiglia. Quello che successo qui come se in un palazzo venissero eseguiti traslochi simultanei che mischiano i mobili dei vari appartamenti. Il cimitero il luogo del non tempo. Qui non deve succedere nulla, altrimenti la stessa percezione della morte va in crisi. Se il morto non riposa in pace, allora dov', cos'? Come faccio a pensarlo morto?"
Il rovesciamento, il "sottosopra" del titolo allude dunque sia allo stravolgimento strutturale operato dalle esumazioni (il "sotto" mortifero che si riaffaccia) che alle coscienze sconvolte della comunitˆ. Ma si rivela, ad una analisi pi approfondita, anche nell'inversione concettuale, e nel relativo spiazzamento emotivo che ne deriva, che si manifesta tra vita e morte quando i luoghi deputati alla normale esistenza e alla elaborazione del lutto si mescolano e si fanno disorganici.
Un apprezzamento e un appunto finali.
La piccola Cabila Edizioni uno di quei gruppi di lavoro capaci e coraggiosi che in Italia, per fortuna, sembrano spuntare un po' ovunque con buon successo di pubblico. Riescono ad andare avanti sull'onda del desiderio di ritagliarsi una nicchia d'interesse fra i lettori non comuni, ma curiosi e interessati a un mondo di autori e editori a suo modo "alternativo", inteso cio fuori dal grande giro commerciale. Lontano dai circuiti ufficiali si muove Cabila Edizioni - nata nel maggio 2006 e inizialmente autofinanziatasi - che dunque non segue le strade "ufficiali" neanche per ci˜ che riguarda distribuzione e promozione delle nuove uscite (approntando presentazioni ad hoc presso librai milanesi sensibili a questa realtˆ). Il progetto grafico delle tre collane seguito ottimamente: piace in special maniera quella di narrativa tra cui Sottosopra spicca per la buona calibratura (formato ridotto e apparati numerici facilitano lettura e ispirano grande coesione) e per la copertina a suo modo ammiccante. L'appunto: qualche refuso evidente per l'opera di un autore esordiente.