La prigione di neve – Jan Elizabeth Watson
Fazi 2010 – euro 18 – pp. 340
di Mirko Zilahi De’ Gyurgyokai
In uscita per le Strade di Fazi editore la trasposizione italiana di Asta in the Wings della Watson (La Recensione, luglio 2009), nella bella traduzione di Giuseppina Oneto. È la storia di due bimbi del Maine, Orion e Asta: fratelli inseparabili costretti in una casa dalle finestre coperte, oscurate. Fuori imperversa la peste che lascia cadaveri ammucchiati ai bordi delle strade, e bestie alate e deformi a nutrirsene. Dentro, il deus ex machina di tale articolata menzogna è la Mamma – sì, proprio il maiuscolo – Loretta Hewitt.
Le giornate di Orion e Asta sono scandite dai ritmi della tele e delle letture di tre “testi sacri”: la Bibbia, il Grande libro dei Film e un sussidiario da cui apprendono le poche nozioni della vita reale, e intorno ad essi si articola tutto il loro mondo.
Così la giornata principia sempre con la donna che esce per andare a lavoro e, fino al suo rientro di sera, i due passano il tempo giocando, preparandosi pasti inscatolati o leggendo. Senza averne il minimo sospetto, abbandonati all’universo delle cose che li circonda, sono prigionieri delle fissazioni della madre, che per loro ha inventato un sistema di distrazione dal mondo reale. Asta e Orion vivono, da sempre, dentro quella casa. Ma la scansione perfetta e monotona del tempo all’interno dell’abitazione contribuisce all’edificazione della cortina di menzogne della madre.
Così, talvolta, di sera, i tre recitano le parti di attori nei vecchi film muti - la nonna era un’attrice, morta precocemente, da cui Loretta ha tratto l’ossessione per le pose, il linguaggio, le citazioni cinematografiche, che si fanno vere e proprie regole di vita in forma di aforismi: su tutte quella per cui “ci si può comportare come se si stesse guardando un film o come se ci si stesse recitando”. La routine, fosca ma familiare, è sconvolta da un imprevisto che interviene a inceppare il meccanismo. La madre una sera non fa ritorno, e i due sono costretti ad uscire di casa…
Un debutto sensazionale di un’autrice che si muove con precisione e dolore nell’universo del puro letterario. Senza se o senza ma. Imperdibile.